giovedì 17 marzo 2011

150 e li dimostra.

In questi giorni non si fa altro che parlare del compleanno della nostra cara Italia.
Ma vogliamo davvero festeggiare una nazione vecchia, povera ed in realtà divisa?
Speciali televisivi sulla concessionaria pubblica, feste in piazza e lezioni speciali a scuola stanno festeggiando qualcosa che non esiste e non esisterà finche una ragazza meridionale come me non avrà le stesse opportunità di una nata a Milano.
In questa settimana tutti i problemi della penisola sono stati messi da parte, in questo siamo bravi, per parlare di fratellanza, unità, pizza e mandolino.
Politici corrotti, disoccupazione, servizi pubblici inesistenti, ignoranza, disuguaglianza, malavita non fanno audience, e se la TV non ne parla non esistono.

Auguri italiani, popolo a cui non sono fiera di appartenere.

3 commenti:

Cinemaniaco ha detto...

inizi col botto invece... ci sarebbero tante cosa da dire su quest'argomento. in linea di massima concordo con te però come cantava il grande Giorgio Gaber:

"Questo bel Paese
forse è poco saggio
ha le idee confuse
ma se fossi nato in altri luoghi
poteva andarmi peggio".

Nunzia ha detto...

Effettivamente poteva andarmi peggio, è vero. Meglio non criticare troppo eh? :)

PepperMind ha detto...

hai perfettamente ragione, è difficile sentirsi italiani, sopratutto in questo momento, dato che appariamo come un popolo fatto per la maggioranza da idioti che si fanno allegramente prendere per i fondelli senza vedere quello che accade. La dimostrazione è che basta sfoggiare un paio di tricolori per inorgoglire delle perscone che sanno perfettamente che in molte parti d'italia c'è gente che con la nostra bandiera ci si pulirebbe in bagno.
Mi sentirò parte di questo paese solo quando ci sarà davvero un paese di cui essere parte.

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